Mag
04
2019

Il Palo di Maggio

Scritto da Administrator
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La danza del palo di maggio è un rituale primaverile che affonda le sue radici antiche nella storia europea. Solitamente veniva eseguita nei primi giorni del mese di Maggio e la tradizione popolare vuole che questa venga eseguita attorno a un palo decorato con fiori e nastri per simboleggiare un albero. Praticato per generazioni in paesi come la Germania e l'Inghilterra, la tradizione del palo risale alle danze che le persone in antichità facevano intorno agli alberi sacri nella speranza di  propiziare  la propria fertilità e raccogliere un grande ed abbondante  raccolto.

Un mondo sacro anche per connettersi ai propri antenati, spiriti numi e protettori dove l’albero stesso è il collegamento spirituale tra l’uomo e le sue divinità tutelari.

Oggi la danza è ancora praticata e ha un significato speciale per i neo pagani, che hanno rievocato questo antico rituale dedicato alla fertilità, ma non tutti potrebbero conoscere le complicate radici di questo semplice rituale. La storia della danza del palo di maggio rivela che vi sono stati diversi eventi che hanno dato origine a questa tradizione.


 

Gli storici hanno suggerito che il ballo del Palo di Maggio (maypole)  abbia avuto origine in Germania e si sia recato nelle isole britanniche per gentile concessione delle forze invasori. In Gran Bretagna, la danza è diventata parte di un rituale di fertilità che si tiene ogni primavera in alcune aree. Nel Medioevo, la maggior parte dei villaggi aveva una celebrazione annuale di maggio. Nelle zone rurali, l'albero di maggio era tipicamente eretto nel verde del villaggio, ma alcuni posti, compresi alcuni quartieri urbani a Londra, avevano un palo di maggio permanente che rimaneva su tutto l'anno.

Il rituale era anche popolare nell'antica Roma. Il defunto professore e antropologo di Oxford E.O. James discute la connessione del “Maypole” anglosassone con le tradizioni romane nel suo articolo del 1962 "L'influenza del folklore sulla storia della religione". James suggerisce che gli alberi sono stati spogliati delle loro foglie e degli arti, e poi decorati con ghirlande di edera, viti e fiori come parte della celebrazione della primavera romana. Questo potrebbe essere stato parte della festa di Floralia, che iniziava circa  il 28 di aprile.

Altre teorie includono che gli alberi, o pali, erano avvolti in violette come omaggio alla coppia mitologica Attis e Cibele.

Oggi riviviamo questa tradizione ispirandoci al passato e infondendo un valore propiziatorio, non tanto alla fertilità dei nostri campi ma alla fertilità umana si nel senso stretto del termine ma anche nella possibilità di generare intenzioni e pensieri che possano migliorare e rafforzare lo spirito di vita, troppo spesso allineato e smembrato dalla sua essenza primordiale a cavallo tra l’amore e l’onore.

Un uomo o una donna senza idee è fondamentalmente arido e non porta frutti.

La ritualità non è propriamente semplice e necessita di diversi momenti preparatori per il completo allestimento del “Palo di Maggio”.

Si inizia con la ricerca di un albero giovane e diritto che va cercato e tagliato solamente dagli uomini maschi durante il quale le donne della comunità , preparano la fossa dove poi l’albero verrà innalzato.

Molti oggi potrebbero avere idee contrastanti per via del taglio di un albero vivo e più propensi ad utilizzare un albero già morto per cause naturali ma io mi affido ad una certa disciplina magica che prende seriamente in considerazione l’energia vitale che viene racchiusa solamente in un bastone, bacchetta albero tagliato da vivo perché un ramo secco o albero morto, purtroppo, non ha più nulla con se e la sua energia vitale è già dispersa da tempo nuovamente alla terra.

Insomma si tratta di un rito sacro che si svolge una volta l’anno, non tutti i giorni e l’albero tagliato con il tempo diventa una sorta di elemento totemico che viene energicamente  rinnovato di celebrazione in celebrazione.

Ritornando allo svolgimento della celebrazione le donne una volta preparata la buca per il palo, eseguono una danza circolare intorno ad esso mentre gli uomini portando sulle proprie spalle il palo tentano di varcare il cerchio delle donne le quali solamente sotto la propria volontà ad un certo momento della danza, apriranno il cerchio e premetteranno agli uomini di impiantare il palo innalzandolo nuovamente al cielo.

Il palo viene decorato con nastri colorati di cui il bianco che rappresenta il femminino sacro, la purezza ed il rosso il fuoco maschile e la virilità, gli stessi nastri vengono tenuti rispettivamente da uomini e donne rispettando il simbolismo del colore.

Sulla sommità poi viene inserita una ghirlanda di fiori e nastri che rappresenta l’energia fecondante e  vitale della vita, con la danza stessa che viene eseguita in forma circolare in senso orario e antiorario gli uomini e le donne incrociandosi, intrecceranno i nastri premettendo alla corona di scendere e salire, simulando così simbolicamente l’atto sessuale stesso.

Una volta conclusa la danza e la corona avrà toccato il terreno, il sacerdote/druida la benedirà e incendierà la corona, rappresentando la manifestazione energetica del flusso della vita stessa e  come viene riportato nel “canto di Amergin”….io sono il Dio che genera il fuoco nella testa, il fuoco come connessione diretta con le nostre energie  nel piano spirituale per connetterci con le deità della tradizione.

Ogni anno da ben 23 si svolge durante la Festa di Beltane, organizzata dall’Anticaquercia e dal Cerchio Druidico Italiano, proprio la danza del palo di Maggio e nella sua semplice grandiosità da qualche anno molte coppie sono ritornate con i propri pargoli concepiti proprio dopo tale rituale  presentandoli  direttamente a Maria Feo che ogni anno conduce sapientemente, con l’aiuto delle donne del Cerchio, la danza.


La Magia è solo quella che funziona realmente.

Ossian maggio 2019